Consulenza psicologica infanzia

CONSULENZA PSICOLOGICA NELL’INFANZIA


La consulenza psicologica nell’infanzia aiuta ad affrontare e superare difficoltà che possono incontrare i propri figli già nei primi anni di vita. Le principali manifestazioni di disagio, manifestato con importanti stati di sofferenza dei figli e da un poco piacevole clima familiare, che più frequentemente portano la coppia genitoriale a rivolgersi ad un professionista sono:

  • Disturbi dell’ apprendimento – sono difficoltà ad apprendere i concetti basilari della lettura, della scrittura e del calcolo. Creano situazioni di disagio nel bambino, provocando stanchezza, demotivazione e possibili danni all’autostima legati anche al confronto con i pari.
  • Difficoltà a mantenere l’attenzione – la difficoltà d’attenzione si caratterizza per una debole capacità di concentrarsi, di fissarsi su un compito, di organizzare e poi concludere il proprio lavoro. I bambini con tale difficoltà non sembrano ascoltare ciò che si dice loro, tanto che il loro lavoro è spesso trascurato e presenta numerosi errori.
  • Iperattività – si caratterizza per un’attività motoria esagerata per l’età, bambini che corrono, si arrampicano, sembrano “saliti su di una molla”. A scuola i bambini sono agitati, turbolenti: si dondolano, maneggiano sempre qualche cosa, muovono le gambe. Ci può essere anche un’impulsività unita a difficoltà a rispettare le regole e il ruolo: interventi improvvisi in classe, nessun rispetto delle consegne, fino ad arrivare a disturbi comportamentali tipo collera e aggressività.
  • Disturbi della comunicazione – Si possono manifestare difficoltà connesse alla comprensione linguistica e difficoltà connesse prevalentemente alla produzione corretta delle parole, oppure difficoltà relative al normale fluire e alla cadenza della voce, come la balbuzie. I Disturbi della Comunicazione possono avere anche origini principalmente di carattere psicologico-relazionali. I disturbi della comunicazione appartengono ai disturbi dell’età evolutiva e sono: balbuzie, deficit di attenzione, Iperattività, disturbo dell’espressione del linguaggio, disturbo di fonazione, mutismo selettivo, tic.
  • Disturbi del comportamento e della relazione con gli altrimanifestazioni di aggressività (verso i bambini, verso altri componenti del nucleo familiare, verso altre figure adulte o indirizzate verso se stessi) oppositività, isolamento, ansia sociale, forte timidezza.
  • Difficoltà che coinvolgono il sonno – incubi notturni, angoscia nel rimanere soli nella propria stanza, difficoltà nel prendere sonno, insonnia.
  • Problemi nell’area dell’alimentazione – difficoltà nello svezzamento, rifiuto del cibo, voracità, obesità infantile, desiderio smodato di mangiare.
  • Problemi del controllo sfinterico: defecazione e minzione.
  • Disturbo d’ansia di separazione : il bambino manifesta un’intensa sofferenza nell’allontanamento dai genitori o da altre persone care, ha problemi ad andare a scuola, a dormire da solo e può risultare preoccupato, fino all’ossessione, che possa succedere qualcosa di grave alle persone significative.
  • Ritardo mentale: condizione di interrotto o incompleto sviluppo delle facoltà intellettive e adattative. Esistono diversi gradi di ritardo mentale, da lieve a gravissimo. Le cause possono essere organiche, genetiche e/o psicologiche.
  • Disturbi delle capacità motorie: sono disturbi legati alla coordinazione motoria: si possono rilevare goffaggine, lentezza, difficoltà anche in attività semplici come il camminare.
  • Disturbo della condotta : incapacità di mantenere un atteggiamento sociale accettabile: chi ne è affetto presenta insofferenza alle regole, aggressività verso persone, animali e cose, gravi problemi emozionali e comportamentali (es. rubare, avere comportamenti violenti).
  • Mutismo selettivo: il bambino si rifiuta di parlare in determinate circostanze o con determinate persone, il che può essere legato allo stress di un cambiamento.
  • Le paure che, se protratte, assumono rilievo significativo e finiscono per limitare l’autonomia, la socializzazione o altri aspetti della vita del bambino: paura di andare a scuola, paura del buio, paura immotivata di perdere una persona vicina, paura di una specie animale.
  • Gli stati di ansia con gli adulti e i coetanei : timori eccessivi del giudizio dell’adulto e dei rimproveri, preoccupazione di non essere all’altezza con i coetanei. 
  • Disturbo dell’attaccamento dell’infanzia e della prima fanciullezza: estrema fatica nel rapportarsi in modo appropriato all’ambiente esterno. Si distinguono due tipi principali di disturbo, uno inibito (il bambino è freddo, scostante, tende a isolarsi e a mantenere un atteggiamento vigile) e l’altro disinibito (socievolezza eccessiva, fiducia indiscriminata in chiunque). Tra le cause si può ritrovare una certa disfunzionalità nei rapporti familiari.

Vi sono poi delicate situazioni che durante il suo percorso di crescita il bambino si può trovare ad affrontare quali: la gelosia per l’arrivo di un fratellino o una sorellina, la separazione dei genitori e casi di grave malattia o morte di un genitore / persona cara.