Preadolescenza

PREADOLESCENZA


La preadolescenza è una fase a se stante dello sviluppo evolutivo, giovani adolescenticon caratteristiche proprie che non fanno parte della fine dell’infanzia e neppure dell’inizio dell’adolescenza. Ha un suo spazio e un suo tempo, con un’età che va dai 9-10 anni fino ai 12-13 anni: 4° e 5° elementare – 1° e 2° scuola media. In questa fase possono essere presenti sia l’aspetto infantile, ben consolidato, che quello adolescenziale, in fase di strutturazione. Non è infatti atipico trovare preadolescenti con la stessa età ma con diversi interessi: un dodicenne può non essere interessato da un gioco o un disegno (“è un gioco da bambini!”)  a differenza di un suo coetaneo. Allo stesso tempo si possono incontrare ragazzini di 10 anni che hanno raggiunto una maturità tipica dell’adolescenza mentre il corpo non è andato di pari passo. Siamo di fronte a diversi processi che interessano sia lo sviluppo fisico (precocità o ritardo, regolarità o irregolarità, maturità puberale) che  intellettuale (maturità / immaturità), processi che sono fondamentali nella costruzione della propria immagine (possono generare sentimenti di inadeguatezza, conflitti, timidezza eccessiva, ecc.).

E’ una fase dove avvengono numerose e profonde trasformazioni a livello corporeo (statura, peso, caratteri sessuali, cambiamento della voce, manifestazione di acne), in termini energetici (si dicono continuamente parolaccie, trascuratezza nel vestirsi e nella cura del proprio corpo, fare la lotta o darsi spintoni, …) e nel rapporto con gli adulti (caratterizzato da frequenti incomprensioni). E’ tipico della preadolescenza essere alla ricerca continua di una propria dimensione difficile da afferrare, alternando il desiderio di essere considerati “grandi” a quello, anche molto forte, di sentirsi ancora bambini.

E’ un periodo in cui si ritrovano azioni trasgressive compiute in gruppo e il preadolescente si difende dicendo: “Lo ha fatto anche lui!” (socializzazione della colpa). Si scrive il diario segreto per il bisogno di raccontarsi e raccontare. Il ruolo degli amici assume sempre più importanza, non solo utili per giocare, ma diventano affettive realtà, preziose per il dialogo ed il confronto. Con loro è possibile parlare di tutto: ci si può confidare della propria vita intima, dei rapporti con i genitori e con gli insegnanti. Il legame che li unisce a loro è saldo, forte e intenso di emozioni. E’ il periodo dell’aggressività rivolta all’esterno (“Gli altri non capiscono, non ce la fanno, io invece sì. E dove non riesco mi impegno e imparo”).